Morire, dunque evolversi

Capita che quando una cosa finisce non se ne realizzi la fine, non subito, ci vogliono dei giorni, dei mesi, occorre metterla a fuoco nelle pause della giornata quella conclusione e insieme quel vuoto. Succede che tu l’abbia tanto atteso che quel cordone emotivo così duro a morire fosse reciso drasticamente e poi quando succede e per mano tua un po’ muori anche tu.

E’ un periodo di tante piccole morti, la morte di tutti quei momenti delicati, caldi, agrodolci, che quando li vivi ti sembrano tutto, ma quando li ricordi te la tolgono la vita. E poi è la morte di quella parte di te che era anche la tua più grande crepa, il taglio più profondo che arriva dritto ai tuoi primi giorni. Ci sono volute tante piccole morti, brandelli, astinenze perché quel taglio guarisse. Per evolversi.

 

lucio-fontana-pananti

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