Vulnerabilità. Qui e oggi

Evidentemente c’è stato un momento nella mia vita in cui ho deciso che dovevo crescere. Nel senso che dovevo agire su quella serie di scogli caratteriali, comportamentali, emotivi che facevano di me una persona liquida. E io non volevo essere liquida, volevo essere compatta e robusta. Ci sto ancora lavorando. Poi ci si mettono quelle circostanze, quei fatti esterni da me e pesanti come dei gran sassi di merda, che invadono il mio essere e che infieriscono. Sto lavorando anche su questo. Sulla capacità di scanzarsi un po’, di fare qualche passo più in là rispetto a persone e cose che altrimenti mi devasterebbero. O sulla grande arte di conviverci, pur con distacco. Succederebbe che tutto quel bla bla bla che affolla una conversazione, una stanza, un ambiente di lavoro, diventerebbe bisbiglio e io possederei quella tanto auspicata IMPERTURBABILITÀ. Oggi è ancora quasi solo VULNERABILITÀ.

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